Leggere questo libro mi ha trasmesso una valanga di emozioni fortissime. Da una parte c'era la determinazione dei ragazzi e delle ragazze per avere la libertà, dall'altra la crudeltà di alcuni racconti. È impossibile capire la brutalità di determinati eventi storici, come la Seconda Guerra Mondiale, che ha visto morti su morti, feriti su feriti e le libertà bruciate, la mancanza di pensiero libero. Questo libro fa emergere tutte le situazioni peggiori degli anni '40. Mi hanno impressionato numerose storie. In ogni biografia c'era un tassello che alla fine del libro diventava puzzle, in ogni singolo racconto avveniva una metamorfosi da ragazzi che ignoravano quasi totalmente la politica ad amanti di questa.
Mi ha fatto riflettere particolarmente la conclusione di alcune biografie, i partigiani ripensavano a tutti i pericoli che hanno dovuto affrontare e si chiedono se n'è valsa la pena, dato ciò che è oggi l'Italia e il mondo.
Un sacco di ragazzi e ragazze hanno perso la vita per ottenere la libertà, una cosa per noi scontata. Purtroppo oggi la libertà è usata in malo modo, c'è chi se ne prende troppa, pensando di essere l'unico al mondo. Proprio in questi giorni stiamo assistendo a bombardamenti e scontri inutili. L'America nell'ultimo anno, dall'elezione del presidente del governo Donald Trump, sta svolgendo un ruolo un po' da impostore un po' da dittatore nei confronti degli altri Stati. Il ruolo da impostore perché fa il doppio gioco, all'inizio si mostra alleata di determinate nazioni in difficoltà in un secondo momento invece li attacca.
È ciò che oggi stiamo vedendo e commentando a bassa voce, in questi momenti bisogna schierarsi apertamente e dire la propria. Sulla guerra in Medio Oriente si potrebbe parlare all'infinito, perché ogni minuto conta, ogni ora ci sono nuove notizie. Ieri mattina sembravamo giunti ad una tregua, l'apertura dello Stretto di Hormuz e il cessate il fuoco, in seguito ad una seria minaccia; nel pomeriggio di martedì 7 aprile il presidente statunitense aveva pubblicato un minaccioso messaggio contro l'Iran, dicendo che se non avessero permesso alle navi di entrare nell'area di Hormuz quella stessa notte avrebbe messo fine al popolo iraniano.
Questo messaggio riprende la situazione del Secondo Conflitto Mondiale in cui si voleva mettere fine al popolo ebraico e che si è ripetuto nell'arco dell'ultimo anno con la Guerra in Palestina, in questo caso si parla di vero e proprio genocidio.
Sarebbe veramente bello poter intervistare personalmente i partigiani per capire ancora di più il loro pensiero sull'attualità.
"Vivere significa essere partigiani" - Antonio Gramsci
Laera Marilù