NELLE CASE DEI MORTI NON CI SONO SCALE

21.02.2026

Il libro Nelle case dei morti non ci sono scale mi ha attirato fin da subito, per le descrizioni, la copertina e la suddivisione dei capitoli. È un libro che secondo me va oltre la storia stessa, parla di un cambiamento che spesso causa altre rotture nella famiglia. Ho capito quanto sia difficile cambiare in tutti i sensi e ciò che potrebbe scatenare questo cambiamento si presenta in modi diversi. Io mi rendo poco conto di quanto tutto intorno a me cambi, è un mio aspetto caratteriale che odio un po', perché riconosco questo cambiamento solo quando si manifesta in situazioni più grandi di me e che non posso sempre gestire. Nella fase adolescenziale si tende a cambiare molto sia il fisico sia le emozioni e il carattere, è un'età un po' dispersiva in cui si passa dall'essere bambini al diventare adulti. Personalmente sto cercando di godermi questi momenti pienamente perché so che prima o poi mi mancheranno, anche se alcuni attualmente non sono i miei preferiti. Il passaggio dall'infanzia all'essere adulti è drastico, specialmente se si cresce prima del previsto come può essere accaduto ad alcuni dei nostri nonni che, per determinate situazioni familiari, hanno iniziato a lavorare da giovani godendosi poco l'ingenuità di questi anni, non hanno potuto assaggiare la libertà che in questi periodi rappresenta un elemento importante.

La bellezza del cambiamento e la difficoltà nel superarlo, così come le giornate di scuola che sembrano non passare mai, in ognuna di queste c'è un tassello che pian piano si ingrandisce fino ad arrivare ai nostri obiettivi. Io di questi momenti cerco di preservare e analizzare le mie emozioni perché sono cose che proviamo una sola volta e voglio viverle appieno.

In questo libro Lucia Perrucci fa riferimento anche al rapporto con i nonni. Io, specialmente con la mia nonna materna, vivo molte avventure e anche se apparteniamo a generazioni molto diverse quando siamo insieme sembra di avere la stessa età, perché la mia nonna è una di quelle che è dovuta crescere troppo presto e le mie esperienze o i miei problemi sembrano appartenerle. Dei momenti con mia nonna amo le riflessioni e il suo modo di vedere il mondo diversamente dal mio, i suoi aneddoti di vita e le sue storie riguardanti il nonno che io non ho conosciuto.

In conclusione questo libro mi ha lasciato qualcosa che va decisamente oltre la narrazione, che, in qualche modo, ha messo a fuoco tutte le situazioni raccontate in precedenza, emozioni che non avevo mai provato e soprattutto raccontate da una persona che ha molto a che fare con i ragazzi e con i loro problemi quotidiani.

Marilù

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