GLORIA STA IN DISPARTE

12.01.2026

Gloria sta in disparte è un libro che mi ha fatto riflettere tanto, perché racconta la storia di una ragazza che spesso si sente fuori posto, come se non appartenesse davvero al mondo intorno a lei. Gloria non è come gli altri: è silenziosa, osserva tanto e dice poco. Ma proprio per questo, secondo me, è speciale.

Mi sono sentita molto vicina a lei. Anche io a volte mi sento un po' messa da parte, come se le persone non si accorgessero davvero di quello che provo. Gloria non urla, non cerca di farsi notare, ma dentro ha un universo pieno di emozioni, pensieri e sogni. E mi ha fatto capire che anche se non si parla tanto, si può dire moltissimo con gli occhi, con i gesti e con la sensibilità.

Spesso Gloria si rifugia nei ricordi accoglienti delle persone che non ci sono più o spesso sogna ad occhi aperti una vita più facile senza restrizioni o dolore ma del resto ho imparato che diventare grandi ci cambia, e tutto sembra più difficile, ma la chiave è non farsi abbattere e non rinunciare alla libertà per farci sopraffare da sentimenti come la paura o l'ansia.

le paure di Gloria spesso rispecchiano le mie; "Paura del futuro, che le cose belle non tornino più, che nel mondo là fuori non ci sia posto per me, paura di non piacere a nessuno per davvero, paura di diventare grande, di rimanere sola". Mi piace pensare che tutte queste paure siano nascoste in dei cassetti della nostra mente e saltino fuori quando siamo fragili, tristi o malinconici.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Manuel, un ragazzo timido ma romantico e molto dolce, d'altronde se Gloria è uscita da casa sua (e non usciva da mesi) per incontrarlo avrà di certo qualcosa di speciale perchè a Gloria non sfugge niente.

Mi ha emozionata vedere come, piano piano, lei riesca a trovare il suo spazio. Non diventa qualcun altro per piacere agli altri, ma resta sé stessa. E quando qualcuno la guarda davvero, senza giudicarla, si accorge di quanto vale.Questa storia mi ha fatto capire che non c'è niente di sbagliato nello stare "in disparte", perché da lì si vede tutto meglio. E che ognuno ha un modo diverso di brillare: c'è chi lo fa al centro del palco e chi lo fa in silenzio, ma con la stessa intensità.

Alla fine del libro, mi sono sentita più forte. Come se Gloria mi avesse presa per mano e mi avesse detto: "Va bene così come sei. Anche se non urli, anche se non ti vedono subito, tu esisti e conti".

Alessandra

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