LETTERE A UNA DODICENNE SUL FASCISMO DI IERI E DI OGGI

10.06.2026

In un incontro con una scolaresca una scritta incisa su un banco suscita in Daniele Aristarco un quesito diretto agli alunni. Cosa significa "dux"? Gli scolari ragionano su decine di connessioni con questa parola dalle più banali a quelle più complesse, ma nessuna di queste accontenta il loro interlocutore. Si tratta di un'espressione latina, con cui veniva salutato Benito Mussolini: il duce. In un'Italia frantumata dalla vittoria mutilata nella Prima Guerra Mondiale, le proteste dei lavoratori, nasce il Partito Nazionale Fascista e quella figura autoritaria del duce dona sicurezza agli italiani.

Riflettere sul fascismo significa chiedersi come una società possa essere scivolata verso l'autoritarismo. Il fascismo non fu solo un governo autoritario ma un regime totalitario che voleva avere controllo totale sulla vita degli italiani. Dopo la Marcia su Roma, Mussolini e i suoi seguaci iniziarono a mutare l'Italia progressivamente. Il sogno di riportare Roma allo splendore dell'impero, conquistare nuovi territori e affermarsi come potenza, l'arrivo di Mussolini al governo è appoggiato dagli italiani che sperano in una rivoluzione mai portata a termine. Le squadre fasciste ormai hanno il controllo su tutto e la figura del duce appare misteriosamente dappertutto, nelle strade, nelle piazze, nelle scuole al fianco del sovrano e del crocifisso, Mussolini diventa un idolo. Ogni italiano senza mai averlo conosciuto sa descriverlo perfettamente e l'ossessione per la sua immagine giocherà un brutto scherzo ad un Mussolini sconfitto che verrà facilmente riconosciuto dai partigiani per poi essere ucciso.

Questo libro è stato scritto appositamente per i ragazzi facendo in modo che uno scambio di lettere con una studentessa possa raccontare il tragico passato di una nazione. Il fascismo oscurò la diversità, il cambiamento, la parola, aveva le sue fondamenta nei pensieri di pochi che venivano applicati a tutto il popolo. La parola ha un valore fondamentale in ognuno di noi, senza la libertà di parola non esisterebbero i giornali o i libri, i circoli politici. Insomma senza di essa non saremmo capaci di vivere. Durante il fascismo fu oppresso il pensiero libero costringendo il popolo ad assomigliare ad un modello, a pensare tutti allo stesso modo, fu messa in atto la censura di determinati libri per evitare opinioni contraddittorie.

Personalmente sono sconvolta al pensiero che ci siano ragazzi che provano anche ingenuamente a "riportare di moda" il fascismo, cantando canzoni come "Faccetta nera" o alzando il braccio destro. Fare questo significa che nella popolazione non sono state diffusi adeguatamente i principi dei fascisti e la loro visione delle cose. Sono convinta che anche oggi si debba fare qualcosa perché si tende spesso a prevaricare sugli altri.

Il libro mi è piaciuto molto, però in una prossima edizione vorrei anche qualche lettera di Giulia.

Marilù

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